Inail Umbria e Confartigianato avviano “Benessere a 360°”: coinvolte 20 imprese artigiane e 100 lavoratori tra salute, sicurezza e innovazione
Promuovere salute, sicurezza sul lavoro e qualità della vita professionale nelle piccole e medie imprese. È questo l’obiettivo di “Benessere a 360°”, il progetto presentato da Inail Umbria e Confartigianato Imprese Umbria che coinvolgerà 20 aziende artigiane e 100 lavoratori del territorio regionale
La salute nei luoghi di lavoro non riguarda più soltanto la prevenzione degli infortuni. Oggi comprende anche il benessere psicologico, la gestione dello stress, l’equilibrio tra innovazione e qualità della vita professionale. Da questa visione nasce “Benessere a 360°”, il progetto presentato a Perugia dalla Direzione Regionale Inail Umbria e da Confartigianato Imprese Umbria.
L’iniziativa punta a rafforzare la cultura della prevenzione nelle piccole e medie imprese artigiane umbre attraverso un approccio multidimensionale che integra sicurezza, salute, inclusione sociale, parità di genere, sostenibilità e transizione tecnologica.
Un modello che guarda oltre la sicurezza
Il progetto si inserisce nel quadro delle più recenti strategie di promozione della salute nei luoghi di lavoro e coinvolge direttamente imprese e lavoratori in un percorso di miglioramento organizzativo.
Le aziende aderenti sono state coinvolte in attività di analisi e valutazione dei principali fattori di rischio, sia professionali sia individuali. Tra gli aspetti osservati figurano anche fenomeni sempre più presenti nei contesti lavorativi contemporanei come il tecnostress, il controllo digitale, l’adeguatezza delle competenze digitali e il rischio di isolamento lavorativo.
L’obiettivo è elaborare piani di miglioramento personalizzati, capaci di rispondere alle specifiche esigenze organizzative delle singole realtà produttive.
Formazione e cultura del benessere
Accanto alla fase di valutazione, il progetto prevede un programma di webinar dedicati alla promozione di stili di vita salutari.
I percorsi formativi affronteranno temi quali alimentazione, attività fisica, gestione dello stress, lotta al fumo e utilizzo consapevole delle tecnologie digitali.
Particolare attenzione sarà rivolta anche alla costruzione di una rete interna di “testimoni del benessere”, figure incaricate di diffondere buone pratiche e favorire la partecipazione dei colleghi ai percorsi di miglioramento.
Il ruolo del Workplace Health Promotion
Secondo il Direttore regionale Inail Umbria, Alessandro Pastorelli, il progetto si ispira al modello internazionale di Workplace Health Promotion (WHP), che considera il benessere del lavoratore nella sua completezza.
L’approccio tiene insieme aspetti fisici, psicologici, organizzativi e sociali, in coerenza con gli indirizzi del Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, promuovendo strategie innovative e inclusive orientate anche alla riduzione delle disuguaglianze.
Coinvolti 100 lavoratori e 20 Ambasciatori del Benessere
Per Confartigianato Umbria, investire nella salute delle persone significa investire nella competitività delle imprese.
Il progetto coinvolgerà infatti 20 aziende artigiane, 100 lavoratori e 20 Ambasciatori del Benessere, figure che avranno il compito di trasferire strumenti, competenze e pratiche positive direttamente nei contesti produttivi.
L’intenzione è trasformare questa esperienza in un modello misurabile e replicabile, da estendere progressivamente ad altre imprese del territorio regionale.
Quando il capitale umano diventa strategia d’impresa
L’iniziativa rappresenta un segnale significativo per un settore come l’artigianato, nel quale il valore dell’impresa è strettamente legato alle competenze delle persone e alla qualità delle relazioni professionali.
La sfida non è soltanto ridurre i rischi sul lavoro, ma costruire ambienti capaci di sostenere il benessere complessivo dei lavoratori, accompagnando al tempo stesso la trasformazione digitale e organizzativa delle aziende.
Cosa significa per le imprese
- introdurre strumenti di valutazione del benessere organizzativo;
- affrontare rischi emergenti come tecnostress e sovraccarico digitale;
- promuovere stili di vita salutari tra i lavoratori;
- rafforzare inclusione, parità di genere e partecipazione;
- migliorare produttività e qualità del clima aziendale attraverso interventi personalizzati.
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