Anche l’Umbria si mobilita in difesa della “vera pizza”

Attivata la raccolta di firme per il riconoscimento da parte dell’Unesco quale patrimonio dell’umanità. Al lavoro Coldiretti giovani impresa

Una mobilitazione in difesa della pizza. È stata accettata anche dai giovani agricoltori umbri di Coldiretti giovani impresa, la nuova “sfida” lanciata su tutto il territorio nazionale per garantire pizze realizzate a regola d’arte con prodotti genuini e provenienti esclusivamente dall’agricoltura italiana e combattere anche l’agropirateria internazionale.
È stata, infatti, attivata una raccolta firme per il riconoscimento dell’Unesco della “vera pizza” quale patrimonio dell’umanità.In difesa dell’arte della vera pizza – L’adesione della Coldiretti alla campagna, accompagna la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org insieme all’associazione Pizzaiuoli napoletani e alla fondazione UniVerde dell’ex ministro dell’agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio. Un impegno per sostenere l’iscrizione dell’ “arte della pizza napoletana” nella lista Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità e tutelarne l’identità, fare chiarezza sulle modalità di preparazione e garantire le condizioni igienico e sanitarie ottimali.
Elena Tortoioli – “Anche Coldiretti giovani impresa è scesa in campo per difendere dalle tante imitazioni in giro per il mondo un altro prodotto simbolo del made in Italy – afferma la delegata regionale Elena Tortoioli. Abbiamo aderito all’iniziativa della raccolta firme, coinvolgendo innanzitutto gli studenti dell’Università di Perugia, in particolare quelli del dipartimento di scienze agrarie alimentari e ambientali, che si sono dimostrati ancora una volta molto sensibili ai temi della tutela del vero made in Italy agroalimentare aderendo in centinaia alla petizione. Tra le firme, anche quella del direttore del dipartimento, Francesco Tei.
La distintività come valore aggiunto –   Tra l’altro – ribadisce Tortoioli – il forte incremento nel Paese delle iscrizioni ad università e scuole legate al mondo dell’agricoltura, è la dimostrazione che i giovani prima e meglio di altri hanno capito che l’Italia per crescere  deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo  e la cucina. Investire in qualità è anche l’obiettivo dei nostri giovani agricoltori”.
Le produzioni certificate – Secondo un’indagine condotta dall’ente ben il 55% dei giovani agricoltori, si dedica a realizzare produzioni certificate: dalle indicazioni geografiche, al biologico; certificazioni integrate che comprendono tutte le strategie necessarie a garantire prodotti finali qualitativamente genuini. Nel prossimi giorni, in programma altre iniziative su tutto il territorio regionale, per contribuire all’iscrizione della pizza napoletana nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

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