Artigiani e papà a raccolta per San Giuseppe

A Terni la celebrazione con monsignor Vecchi: “Oggi l’uomo è messo di fronte ad eventi che lo sovrastano ma accetta di fare la propria parte, anche a costo di enormi sacrifici, così come è stato per San Giuseppe”.

          La Confartigianato di Terni ha rinnovato anche per quest’anno l’appuntamento con i dipendenti, gli artigiani e gli associati in cattedrale per la Messa dedicata alla solennità del 19 marzo.
E’ stata l’occasione per mettere in risalto sì, le difficoltà che anche il comparto dell’artigianato sta affrontando ma le parole pronunciate da monsignor Ernesto Vecchi durante l’omelia sono state soprattutto uno sprone per i lavoratori affinché non si facciano mettere in buca dalla tecnica: “Nel mondo globalizzato – ha affermato il vescovo, amministratore apostolico della diocesi di Terni, Narni e Amelia –  si è fatta strada l’idea dell’autosufficienza della tecnica, mentre in realtà non lo è affatto. Pertanto, celebrare questa festa significa recuperare il concetto di una laicità aperta al ‘mistero’ ma profondamente inserita nei problemi concreti della vita quotidiana”.
Tra le tante testimonianze, “che danno consistenza al nostro tempo sulle orme di San Giuseppe” Vecchi ha ricordato “La figura di Marco Biagi, ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002. A distanza di 12 anni, il sacrificio cruento di questo martire del lavoro rimane un punto di riferimento vivo e carico di profezia. La sua lezione è più che mai attuale, perché ha indicato una via per ridurre la conflittualità sociale: questo giovane giuslavorista, infatti, mirava a superare il dualismo tra lavoratori ‘garantiti’ e quelli precari, privi di tutele”.


Ha poi ricordato le parole di Giuseppe De Rita, che nelle ‘Considerazioni generali’ del 47° Rapporto Censis (2013), ha indicato nella ‘connettività’ l'”anima segreta” dei grandi processi sociali “Non si tratta della connessione tecnica fine a se stessa e aperta a tutte le deviazioni della virtualità autogestita – ha affermato – ma di pensare al futuro delle nuove tecnologie come strumento di connessione reale tra tutti i soggetti sociali portatori di opportunità per lo sviluppo del bene comune”.
“Questa giornata ha per me un triplice valore – ha sottolineato Giuseppe Flamini, presidente di Confartigianato Terni, intervenendo al termine della celebrazione – ha un triplice valore perché mi chiamo Giuseppe, perché sono papà e perché sono presidente di questa comunità, questa associazione che è composta da artigiani, lavoratori. Siamo convinti – ha aggiunto – che il valore delle mani dei nostri artigiani non possa essere superato da nessuna tecnica, da nessuna globalizzazione”.
La Confartigianato, attraverso le sue settecentomila imprese in Italia “E’ la testimonianza vivente – ha aggiunto monsignor Vecchi –  che intraprendere è possibile ma solo se vengono recuperati quei valori di fondo sui quali si basa la nostra civiltà: primo fra tutti la famiglia come l’ha pensata il Creatore. La famiglia è sempre stata un serbatoio di risorse sociali senza le quali è impossibile una vera ripresa morale ed economica”.

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