Il nuovo Rapporto AlmaDiploma mostra che la scelta della scuola superiore è meno libera di quanto sembri: pesano voti, famiglia e orientamento. Ma il mercato del lavoro italiano chiede competenze tecniche e professionali che spesso non coincidono con le aspirazioni dei ragazzi. Come riallineare desideri, talenti e opportunità?
La scelta che sembra libera, ma non lo è
Liceo, istituti tecnici, professionali, ecc. Il momento della scelta per gli studenti che stanno terminando la Scuola secondaria di primo grado, rappresenta uno snodo cruciale che “traccerà” il loro futuro formativo e professionale. I dati del Profilo dei Diplomati 2025 di AlmaDiploma mostrano che la libertà di scelta è più un’illusione che una realtà. Il percorso non si decide a 13 anni: si decide molto prima, tra voti delle medie, capitale culturale della famiglia e qualità dell’orientamento ricevuto. Secondo il report, elaborato in collaborazione con Adapt, chi prende 10 alle medie ha 30 volte più probabilità di andare al liceo rispetto a chi prende 6.
Il 51,6% dei liceali ha almeno un genitore laureato (nei professionali la quota scende al 14,3%) In generale il parere dei genitori è rilevante per il 66% degli studenti.
Talenti e aspirazioni, fattori decisivi ma…
Gli studenti dichiarano di scegliere soprattutto in base a ciò che piace loro. Il report AlmaDiploma mostra infatti che:
- l’interesse per le materie è decisivo per l’88,7% dei diplomati;
- le prospettive lavorative contano per il 69,2%;
- le caratteristiche dell’istituto (laboratori, stage, corsi extra) per il 65%.
Ma queste motivazioni non hanno lo stesso peso per tutti: nei licei, infatti, domina la passione per le materie. Nei tecnici e professionali prevale la ricerca di un lavoro. Chi proviene da famiglie meno istruite attribuisce invece più valore all’orientamento scolastico.
Un buon compromesso per chi, al termine del percorso scolastico, mira ad una possibilità lavorativa immediata o quasi: scegliere il più possibile in linea con ciò che si è e con ciò che serve.
Il mercato del lavoro dice altro. Il percorso più scelto è quello meno allineato alle esigenze delle imprese: il mismatch continua a pesare
Mentre le famiglie spingono verso il liceo “perché apre più porte”, il mercato del lavoro italiano racconta una storia diversa. Secondo Unioncamere–Anpal (Sistema Excelsior 2025):
- oltre 500.000 profili tecnici e professionali sono difficili da reperire ogni anno;
- il mismatch tra domanda e offerta supera il 50% in molti indirizzi tecnici;
- i diplomati tecnici e professionali trovano lavoro prima e con maggiore stabilità.
I liceali, invece:
- nel 70% dei casi proseguono all’università;
- chi cerca lavoro subito impiega più tempo a stabilizzarsi;
- hanno meno esperienze pratiche: solo il 35,4% ha svolto uno stage, contro l’84,2% dei tecnici e il 91% dei professionali.
Opportunità reali: dove si aprono davvero le porte
Le opportunità oggi si concentrano in quattro aree: Tecnologia e digitale: informatica, meccatronica, energia, automazione; servizi alla persona: sanità, assistenza, educazione; turismo e ristorazione: filiera in forte ripresa, ma con carenza strutturale di personale qualificato; tecnico-amministrativo e commerciale: contabilità, logistica, export.
Sono settori dove contano competenze pratiche, laboratori, PCTO, esperienze reali. E sono proprio le competenze che i percorsi tecnici e professionali sviluppano meglio.
Il nodo vero: allineare desideri e realtà – Il Rapporto AlmaDiploma e i dati del mercato del lavoro convergono su un punto: la scelta della scuola superiore dovrebbe essere un incontro tra aspirazioni, talenti e opportunità reali. Oggi, spesso, non lo è. Tre leve possono cambiare le cose:
- Orientamento precoce e personalizzato, non solo informativo.
- Valorizzazione dei percorsi tecnici e professionali, ancora percepiti come “di serie B”.
- Coinvolgimento delle famiglie, che restano il principale fattore di influenza.
Profilo dei Diplomati 2025 : il testo completo
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