Bandi pubblici, meglio fare attenzione

Tempi troppo lunghi per le risposte e poi si scopre che quell’ ordinamento non è più adeguato alla situazione attuale e si scompagina tutto. Nel mirino la legge 12/95 che nel frattempo è stata rivista e corretta. A gennaio sono state presentate 66 candidature da tutta l’Umbria, per un milione di euro

C’è il rischio di perdersi e, soprattutto di non trovare ciò che si sta cercando. È un vero e proprio labirinto quello dei bandi pubblici per l’accesso alle agevolazioni finanziarie. L’utenza è eterogenea. Si va dai giovani disoccupati con un’idea imprenditoriale brillante, ai titolari di un’attività già avviata ma che stenta ad andare avanti. Poi c’è il sostegno economico per le quarantenni che vogliono reinserirsi nel mondo del lavoro, per agricoltori che innovano puntando sul biologico, per chi propone soluzioni all’avanguardia per rilanciare il turismo, per incentivare la produttività delle imprese con la partecipazione a mostre e fiere… Insomma nessuno escluso (o quasi). Si trova il profilo più idoneo alle proprie caratteristiche, si prende nota delle modalità e delle scadenze per presentare la domanda e si attende una risposta. Spesso si tratta di tempi lunghissimi, troppo lunghi per chi sta cercando un aiuto concreto e rapido per dare slancio, iniziare o far ripartire un progetto o un’attività. E’ d’obbligo restare vigili per non incorrere in brutte sorprese o cocenti delusioni.
In queste ultime settimane è finita al centro dell’attenzione la legge regionale 12/95 con cui si forniscono contributi economici ai giovani umbri con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, (il sostegno riguarda anche i quarantenni se si tratta di  in cassintegrati, portatori di handicap o donne che intendono reinserirsi nel  mondo del lavoro). Le agevolazioni possono essere richieste entro un anno dalla costituzione dell’impresa e vanno a coprire la spese di acquisto dei macchinari e attrezzature, impianti, licenze, brevetti e ristrutturazione dei fabbricati. Dal 1996 a 2013 sono stati elargiti 70milioni di euro per circa 1600 progetti in tutta la regione.
Ma è stato necessario un aggiustamento per rendere la legge di nuovo operativa. Il provvedimento, infatti, sta per compiere 20 anni. E in vent’anni le cose sono profondamente cambiate. Nel frattempo le decine di candidature, presentate entro il 31 gennaio scorso, erano rimaste letteralmente in sospeso, in balia degli eventi.
 “Purtroppo ci sono alcune leggi regionali, ancora in vigore, emesse prima della crisi finanziaria, che non possono più  rispondere alle mutate esigenze per le neo-imprese” ha sottolineato Roberto Giannangeli, direttore generale di Cna Umbria, durante il recente incontro per la presentazione alla stampa dell’accordo stipulato tra Fidimpresa e Casse di Risparmio dell’Umbria, (che prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro a sostegno delle esigenze finanziarie delle piccole e medie imprese della regione con offerta di finanziamenti a breve e medio -lungo termine).
L’auto – impiego è la forma attualmente più diffusa, pertanto –ha affermato Giannangeli: “Occorre ridurre le imposizioni fiscali sulle neo – imprese”.
Un primo passo è stato fatto. Per la le legge 12 è stata, infatti, tolta la necessità di coperture bancarie per gli investimenti.
Il bando scaduto alla fine di gennaio, metteva a disposizione un milione di euro e ha avuto 66 domande: 49 dalla provincia di Perugia e 17 dalla provincia di Terni, per agevolazioni richieste di circa due milioni e mezzo di euro.
“L’acuirsi della crisi economica e finanziaria – spiega Luigi Rossetti coordinatore dell’area imprese, lavoro e istruzione della Regione Umbria sulla legge 12/95 – aveva di fatto bloccato l’operatività della legge”. Le modifiche al provvedimento hanno rimosso le oggettive difficoltà che i neoimprenditori incontravano per acquisire le garanzie. Il nuovo testo della legge prevede che i progetti fino a 66mila euro possano beneficiare di un’anticipazione a tasso zero del 75% dell’investimento, per un importo massimo di 50mila euro, senza l’obbligo di fideiussioni.
“In questo modo – sottolinea Rossetti – riusciamo a stratificare gli interventi sulle diverse tipologie di imprese, finanziando progetti di microcredito per aziende più strutturate ma anche progettualità più ampie”. Ci sono anticipazioni a tasso zero che finanziano progetti fino al 16mila euro. Si tratta soprattutto di start – up di auto impiego, più centrati sulla persona. Per progetti superiori ai 66mila euro non si va in anticipazione ma si elargisce un contributo in conto interessi.
In questa fase presso gli uffici preposti delle province di Terni e Perugia si stanno valutando i progetti pervenuti. Le graduatorie sono attese approssimativamente entro la fine di maggio quando, tra l’altro è fissata la seconda scadenza annuale per le candidature.
La logica è quella della rigenerazione delle risorse quindi l’eventualità, non troppo remota, è quella di un progressivo esaurimento delle risorse. Pertanto la giunta regionale sta lavorando anche all’inserimento delle agevolazioni all’imprenditoria giovanile nei fondi della programmazione europea 2014 – 2020.

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