Centri per l’impiego, al via la riorganizzazione in Umbria

Più snello lo scambio tra domanda e offerta di lavoro, digitalizzazione e innovazione a partire dalla mesa online del SIUL che permetterà di svolgere da casa iscrizioni, richiesta documenti ecc. Previsti anche nuovi strumenti a favore delle imprese

Il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli fa il punto della situazione…

“E’ fondamentale la soddisfazione da parte degli utenti del servizio che i Centri per l’impiego offrono perché in linea di massima i soggetti che vi si rivolgono sono persone che vivono una condizione di debolezza sociale perché disoccupati  o disabili, come nel caso degli iscritti in seguito alla legge 68, e quindi vanno accolti e sostenuti in questo processo di ricerca di occupazione”. E? quanto affermato dal vicepresidente della Regione Umbria con delega alle Politiche attive del Lavoro, Fabio Paparelli, nel corso della sua visita al Centro per l’Impiego di Perugia, in via Palermo. 

STRUMENTI PER DISOCCUPATI E IMPRESE “In seguito al processo di trasferimento delle competenze delle Province alle Regioni – ha ricordato Paparelli – dal 1 gennaio i Centri per l’impiego diventano il punto nevralgico della per l’attuazione delle politiche attive del lavoro regionali  Dopo aver ricordato che complessivamente sono 183 i soggetti che operano nei 5 Centri per l’impiego attivi sul territorio regionale e sui 17 sportelli territoriale, di cui 15 nella provincia di Perugia e 2 in quella di Terni, ai quali si aggiungono 7 unità provenienti dai lavori socialmente utili, il vicepresidente Paparelli ha evidenziato che “la volontà della Regione è di accompagnare l’auspicata fase di ripresa dell’economia, sostenendo da un lato i processi di innovazione e internazionalizzazione, oltreché gli investimenti delle imprese umbre,  e dall’altro forti incentivi per la ripresa dell’occupazione. A tal proposito – ha annunciato – stiamo predisponendo vari strumenti non solo a favore dei disoccupati, ma anche a favore delle imprese che mettono in campo investimenti con l’obiettivo di incrementare l’occupazione. Inoltre, si intende lavorare ad un provvedimento legislativo strutturale, una sorta di testo unico del lavoro, volto ad incentivare le varie forme di occupazione”. 

AGENDA DIGITALE “In questo contesto – ha aggiunto il vicepresidente della Regione – i Centri per l’impiego assumono un ruolo cruciale ed innovativo che permetterà di fare incontrare la domanda con l’offerta di lavoro diventando, di conseguenza, non solo l’interfaccia dei disoccupati, ma anche delle imprese che, ancora in molti casi, non conoscono tutte le opportunità offerte dal servizio. Siamo convinti, che ciò rappresenterà un grande aiuto per il sistema imprenditoriale regionale”.

   Paparelli ha anche evidenziato come “a questa fase di riorganizzazione non debba essere data solo una connotazione puramente burocratica di ‘passaggio di competenze’, ma al contrario, la Regione intende accompagnare il processo di transizione con l’obiettivo di uniformare i servizi in ambito regionale e mettere in campo quei processi di innovazione, tra cui la digitalizzazione, definiti tra gli obiettivi dell’Agenda digitale e in coerenza con la legge 150”.

SIUL “A partire dalla messa online del ‘SIUL’ – ha precisato – che permetterà di svolgere da casa o da qualsiasi sportello comunale i servizi base, quindi iscrizione nelle liste di disoccupazione, rilascio della dichiarazione di disponibilità e orientamento”.

Oltre all’innovazione e alla digitalizzazione, si punterà ad elevare la qualità delle performance di incrocio tra domanda e offerta di lavoro, così come alla qualità dell’accoglienza e dei servizi erogati. Un contributo per migliorare la qualità arriverà di certo uniformando i servizi online in ambito territoriale perché snellirà il lavoro ed eviterà agli utenti tempi di attesa e file negli uffici. Inoltre, presto sarà messa in rete la ‘Carta dei servizi’ utile per l’orientamento dei soggetti che intendono rivolgersi ai Centri.

“Questo processo sarà accompagnato – ha concluso Paparelli – anche da una necessaria fase di formazione degli operatori”.

       

 

Exit mobile version