Enoturismo: infrastrutture e competenze, i due nodi che limitano lo sviluppo

Una rigenerante passeggiata tra i filari, nel silenzio del vigneto (foto pexels di czapp arpad)

Una rigenerante passeggiata tra i filari, nel silenzio del vigneto (foto pexels di czapp arpad)

Il settore vale oltre 2,5 miliardi di euro, ma collegamenti inadeguati rendono molte Cantine poco accessibili. Intanto cresce la domanda di nuove figure professionali, dall’hospitality manager al digital experience designer

Il turismo del vino continua a crescere e supera i 2,5 miliardi di euro di valore. Eppure l’Italia rischia di perdere visitatori a causa di un limite strutturale ancora irrisolto: infrastrutture inadeguate. Secondo l’indagine Mvt, collegamenti stradali insufficienti, trasporti non integrati e difficoltà logistiche rendono molte Cantine di fatto “fuori portata” per i turisti

Parallelamente, le aziende del settore cercano nuove professionalità qualificate spesso difficili da reperire sul mercato del lavoro

Un quadro che merita attenzione alla vigilia del Vinitaly, che per la prima volta dedica proprio all’enoturismo uno spazio da protagonista

Enoturismo, un potenziale enorme frenato da collegamenti stradali inadeguati

Il turismo del vino continua a correre. Secondo l’Osservatorio Enoturismo 2025, il settore vale oltre 2,5 miliardi di euro e registra un trend stabile di crescita. Eppure l’Italia resta indietro su un punto cruciale: solo 1 turista straniero su 10 visita una cantina.

Il dato stride con i numeri del movimento: nel 2025 il Paese ha accolto 106 milioni di viaggiatori internazionali, mentre nelle 300 aziende del Movimento Turismo del Vino la quota di visitatori esteri arriva al 35–40%. Il mercato c’è, ma non si trasforma in valore.

Il motivo? L’inaccessibilità ai territori vitivinicoli. Collegamenti scarsi, trasporti non integrati, difficoltà logistiche che penalizzano soprattutto il turista internazionale — quello con la maggiore capacità di spesa e il più alto impatto sull’export.

 La priorità, per gli operatori, è chiara: passare dalla quantità alla qualità, investendo in infrastrutture, servizi coordinati e proposte esperienziali più immersive.

È quanto emerge dalla nuova indagine CESEO (Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo dell’Università LUMSA) sulle cantine associate al Movimento Turismo del Vino che verrà presentata (infoLink ) al Vinitaly (dal 12 al 15 aprile 2026 a Verona). L’attesissimo appuntamento dedicato al mondo dei vini e dei distillat, per la prima volta fa entrare proprio l’enoturismo nel cuore del Salone internazionale come leva competitiva del sistema vino italiano. Veronafiere gli dedica due poli:

Nella galleria tra i padiglioni 2 e 3: area espositiva per aziende e servizi enoturistici; Sala Tourism per talk, degustazioni e seminari; programma quotidiano su fiscalità, celiachia, wine club, HR, digitalizzazione)

Al Palaexpo ci saranno quattro focus tematici: enoturismo in Italia – Movimento Turismo del Vino; l’Italia del vino nel turismo globale (focus USA); ricerca UniCredit–Nomisma Wine Monitor; metodo contemporaneo – arti e paesaggio vitivinicolo

Aziende vitivinicole e nuove professioni tab. attualitalavoro.it su foto pexels – alina matveycheva

Trend economici in primo piano

Le anticipazioni del Report Wine Suite 2026 confermano la spinta del mercato:

Numeri che indicano una maggiore capacità di conversione commerciale e un ruolo crescente dell’esperienza come driver di acquisto.

Il nodo del lavoro

Secondo Unioncamere–Excelsior 2025:

Il turismo del vino non è più solo degustazioni: è narrazione, progettazione, relazione. È un’esperienza che nasce dall’incontro tra territorio, persone, competenze e che richiede una visione in grado di costruire percorsi, interpretare identità, tradurre valori aziendali in momenti da vivere.

Un approccio multidisciplinare quindi, frutto di formazione mirata e, perché no, di attitudini personali: sensibilità per l’ospitalità, capacità di ascolto, curiosità culturale, attenzione al dettaglio. Elementi che trasformano una semplice visita in cantina in un racconto coinvolgente fatto di: comunicazione, marketing territoriale, accoglienza, gestione degli spazi, conoscenza tecnica del prodotto e capacità di creare connessioni autentiche con il pubblico.

Ecco i link da seguire per restare aggiornati su formazione e opportunità


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