Il Rapporto Inapp 2026 certifica il boom dei promossi (+8,3% qualifiche, +31,4% diplomi) e l’ascesa del sistema duale (+20%). Ma il mercato del lavoro resta scoperto: coperto solo il 38,6% del fabbisogno e divari territoriali ancora profondi
Il XXIII Rapporto Inapp conferma la buona salute dell’IeFP e la spinta del PNRR, ma il mercato del lavoro continua a soffrire: nel 2024 i qualificati e diplomati coprono solo il 38,6% del fabbisogno delle imprese. Logistica, edilizia e meccanica i settori più in crisi. Cresce il duale, ma il divario Nord-Sud resta profondo
La fotografia scattata dal XXIII Rapporto di monitoraggio Inapp (Istituto Nazionale per l’Analisi elle Politiche Pubbliche) è nitida e spiazzante allo stesso tempo: la formazione professionale italiana funziona, ma non basta. Gli studenti sono più preparati, il sistema duale cresce a doppia cifra, eppure le imprese continuano a non trovare i profili di cui hanno bisogno. È il paradosso di un Paese che forma, ma non abbastanza, e non sempre dove servirebbe.
Secondo il Rapporto, nell’anno formativo 2023-2024 il sistema IeFP mostra “buona tenuta e buoni tassi di successo” [], sostenuto in larga parte dai fondi del PNRR. Gli iscritti restano stabili (210.014), ma aumentano i ragazzi che completano il percorso: +8,3% per le qualifiche e +31,4% per i diplomi [].
Promossi in crescita, ma il Paese resta spaccato
Il successo formativo è evidente: nei Centri di formazione professionale si qualifica l’85% degli iscritti al terzo anno e si diploma l’83% dei quarti anni . Ma la geografia della formazione resta sbilanciata: oltre il 60% dei qualificati si concentra in quattro regioni del Nord – Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna . La sola Lombardia produce quasi la metà dei diplomati italiani (45,5%).
Il boom del sistema duale
Il modello duale – formazione in aula + ore in azienda – continua la sua corsa: +20% in un anno, con 130.161 iscritti e un’incidenza che sale al 67,8% del totale IeFP []. Un risultato che conferma l’efficacia del PNRR: secondo Inapp, le risorse europee hanno permesso di aumentare del 70% i percorsi tra scuola e lavoro.
Il vero problema: il mismatch
Nonostante i progressi, il mercato del lavoro resta scoperto. Nel 2024, i qualificati e diplomati IeFP hanno coperto solo il 38,6% della domanda delle imprese. Un miglioramento rispetto al 34,3% del 2023, ma ancora lontano dall’equilibrio.
I settori più in difficoltà sono quelli che trainano l’economia reale:
- Logistica: coperto appena l’1,8% del fabbisogno
- Edilizia: 2,5%
- Meccanica, tessile/abbigliamento, vendita: tra 18% e 22%
- Ristorazione: va meglio, con il 51%
- Riparazione veicoli: copertura del 75%
Il Presidente Inapp, Natale Forlani, avverte: “I fabbisogni delle imprese sono superiori del 60% all’offerta formativa disponibile”.
Il programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) che ha coinvolto oltre 1,7 milioni di persone, con percorsi personalizzati di formazione e reinserimento – parallelamente alla riforma ITS Academy (2023-2026) che ha introdotto nuovi indirizzi su: transizione energetica; cybersecurity; mobilità sostenibile e tecnologie per il Made in Italy – sono tra le iniziative più recenti per ridurre il mismatch, ma evidentemente c’è ancora tanto da fare.
Il Rapporto Inapp conferma una verità che il mondo produttivo denuncia da anni: la formazione professionale italiana funziona, ma non è ancora allineata ai bisogni delle imprese. Il PNRR ha dato una spinta decisiva, ma ora serve continuità: investimenti ordinari, orientamento serio, e un ponte stabile tra scuole, centri di formazione e aziende.








