La green economy sotto la lente di Eco Sanfra, il festival dedicato alla sostenibilità economica, ambientale e sociale
Dall’Umbria l’invito ad approfondire i grandi temi legati al benessere del nostro pianeta, interpretandoli anche come opportunità di sviluppo economico responsabile e di innovazione
” Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra, la quale ci sostenta e governa…”. A ottocento anni dal Cantico delle Creature di San Francesco, il messaggio risuona più attuale che mai. La tutela dell’ambiente non è solo una scelta etica: per molte aziende, infatti, rappresenta una strategia capace di generare innovazione, efficienza e vantaggio economico. Questi i temi al centro dei due appuntamenti promossi dalla Camera di Commercio dell’Umbria nell’ambito di Eco Sanfra 2026
Sostenibilità: da obbligo normativo a vantaggio competitivo
Per molte aziende la sostenibilità viene ancora percepita come un insieme di adempimenti burocratici. In realtà, i criteri ESG (Environmental, Social and Governance) stanno assumendo un ruolo sempre più importante nei rapporti con clienti, fornitori, istituti di credito e filiere produttive.
Misurare gli impatti ambientali e sociali, documentare i processi aziendali e integrare politiche di sostenibilità nelle strategie d’impresa non rappresenta più soltanto una risposta alle richieste normative. Sempre più spesso si tratta di elementi che incidono sulla competitività, sull’accesso ai finanziamenti e sulla capacità di entrare in nuovi mercati.
È partendo da questa prospettiva che, nell’ambito di Eco Sanfra 2026, la Camera di Commercio dell’Umbria ha scelto di dedicare due momenti di approfondimento alle imprese e ai professionisti.
ESG: come misurare la sostenibilità aziendale
Il primo appuntamento, in programma sabato 26 settembre alle 10.30 al Centro Servizi Camerale Galeazzo Alessi di Perugia, è dedicato al tema “ESG: formare, sensibilizzare e monitorare la sostenibilità delle imprese”.
L’obiettivo – sottolineano dalla Camera di commercio regionale – è affrontare in modo operativo le questioni legate alla misurazione degli impatti ambientali e sociali e all’introduzione di strumenti di monitoraggio all’interno delle organizzazioni.
Un tema che riguarda non soltanto le grandi aziende ma anche le piccole e medie imprese, chiamate sempre più spesso a fornire evidenze sulle proprie performance ambientali, sulla gestione delle risorse e sulle ricadute sociali delle attività produttive.
Quando lo scarto diventa valore
Il secondo incontro, previsto alle ore 18, sarà invece dedicato al rapporto tra economia circolare e sviluppo economico.
Al centro del confronto ci sarà una domanda sempre più rilevante per il sistema produttivo: come trasformare materiali di scarto e residui di lavorazione da costo da sostenere a risorsa da valorizzare?
L’economia circolare propone infatti modelli produttivi orientati al riuso, al recupero e alla riduzione degli sprechi, con effetti che possono tradursi in maggiore efficienza, minori costi e nuove opportunità di business.
La gestione delle risorse non viene quindi letta soltanto in chiave ambientale, ma come elemento strategico per la crescita delle imprese e per la capacità dei territori di generare valore.
La sfida per le imprese
Non si tratta più soltanto di una scelta ambientale. Secondo il Rapporto GreenItaly 2025 di Symbola e Unioncamere, tra il 2019 e il 2024 ben 578.450 imprese italiane hanno investito in sostenibilità ed eco-innovazione, pari al 38,7% delle imprese extra-agricole, ovvero più di un’azienda su tre.
Al tempo stesso i lavori legati alla transizione ecologica coinvolgono oltre 3,3 milioni di persone e le competenze green sono sempre più richieste a imprenditori, manager, consulenti e professionisti chiamati a guidare il cambiamento. Chi saprà misurare la sostenibilità e valorizzare le risorse oggi potrebbe trovarsi domani con un vantaggio concreto nell’accesso ai mercati, ai finanziamenti e alle filiere produttive.
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