Dal convegno della Camera di Commercio dell’Umbria emerge una richiesta chiara: modelli organizzativi nuovi, misurabili e capaci di trattenere il talento femminile
Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare un divario di genere profondo:
- 57,4% il tasso di occupazione femminile, 9,4 punti sotto quello maschile.
- 30% delle donne lavora part-time, spesso non per scelta.
- Tra le madri under 35 il part-time sale al 60%.
- Nel biennio 2023-2024, il 70% delle dimissioni volontarie è femminile, in larga parte per difficoltà di conciliazione.
Numeri che non solo raccontano un problema di equità, ma anche un limite alla competitività del sistema produttivo.
Il convegno: “Competitività significa Parità”
Al Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria, istituzioni e imprese hanno discusso come trasformare la parità di genere in un fattore di sviluppo. Il confronto si inserisce nel progetto PAGINA – Parità di Genere in Azienda, promosso da Regione Umbria, Consigliera di Parità e Camera di Commercio, con finanziamento del Ministero del Lavoro.
Il progetto accompagna le imprese verso la Certificazione UNI/PdR 125:2022, lavorando su governance, equità retributiva, gestione HR, genitorialità e conciliazione.
Per il presidente camerale Giorgio Mencaroni, la certificazione è uno strumento utile ma ancora poco diffuso nelle imprese non femminili. Serve “animazione” istituzionale e culturale.

Le indicazioni operative di Uni–Accredia nel 2026 rendono la Certificazione Uni/Pdr 125 più chiara e stringente: riferimenti numerici, verifiche più rigorose e obbligo di miglioramento biennale. Tutto ciò comporta più trasparenza, più diritti e un sistema che misura davvero l’equità traducendosi in maggiori garanzie su retribuzioni, carriere e conciliazione per i lavoratori e premialità fiscali e contributive per le imprese «virtuose»

Lavoro e indipendenza economica come diritti
L’assessora regionale Simona Meloni ha annunciato l’aggiornamento della legge regionale sulle politiche di genere e un lavoro con Inps e Inail per rafforzare le tutele.
Modelli organizzativi da ripensare
La Consigliera nazionale Agnese Nadia Canevari ha richiamato la necessità di rivedere i modelli di lavoro per renderli più inclusivi e competitivi. Attesa a giugno l’entrata in vigore del decreto sulla trasparenza retributiva.
Le discriminazioni che persistono
La Consigliera regionale Rosita Garzi ha evidenziato tre nodi:
- gender pay gap
- segregazione verticale e orizzontale
- penalizzazioni legate alla maternità
Motivazioni che spingono le imprese verso la certificazione, insieme ai vantaggi fiscali.
Le imprese che ci stanno riuscendo
L’esperienza di Tarkett Official (Terni) mostra che la certificazione può integrarsi in una cultura aziendale già orientata alla qualità.
Il quadro nazionale
Dal Dipartimento Pari Opportunità arriva un dato rilevante: 12.349 certificazioni già rilasciate, ben oltre l’obiettivo europeo delle 3.000 entro il 2026.
La parità come infrastruttura di sviluppo
Per il segretario generale Federico Sisti, Italia e Umbria sono pronte a un salto di qualità: la parità non è più un tema “sociale”, ma un prerequisito per imprese più produttive e società più sostenibili.
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