Premio Galileo 2026: la scienza che spiega ciò che stiamo vivendo

Premio Galileo: i finalisti dell'edizione 2026. Dall’alto a sinistra, in senso orario: Alfio Quarteroni, Cinzia Pozzi, Roberto Battiston, Stefano Massarelli e Nello Cristianini

Premio Galileo: i finalisti dell'edizione 2026. Dall’alto a sinistra, in senso orario: Alfio Quarteroni, Cinzia Pozzi, Roberto Battiston, Stefano Massarelli e Nello Cristianini

Energia, Intelligenza Artificiale, salute digitale, dipendenze e nuove vulnerabilità: i cinque libri finalisti del Premio Galileo diventano una mappa per orientarsi tra crisi globali, lavoro che cambia e scelte quotidiane

Dalla transizione energetica alla geopolitica dell’IA, dalla salute nell’era dei social alla crisi degli oppioidi: Battiston, Cristianini, Massarelli, Pozzi e Quarteroni raccontano il presente con gli strumenti della scienza. A Padova, il 9 e 10 maggio, la sfida finale davanti a studenti e studiosi

La scienza come bussola indispensabile

In un anno segnato da tensioni globali, il Premio Galileo 2026 arriva come un esercizio collettivo di lucidità. Non celebra la scienza: la usa. La trasforma in uno strumento per leggere un presente che cambia rotta con una velocità che mette alla prova cittadini, professionisti, imprese e istituzioni.

La cinquina selezionata dalla Giuria scientifica non è solo un elenco di libri: è un osservatorio privilegiato sulle questioni che stanno ridisegnando il lavoro, la politica, la salute e la vita quotidiana. Energia, intelligenza artificiale, dipendenze, salute digitale, modelli matematici: cinque temi che oggi non appartengono più ai laboratori, ma alle nostre scelte di ogni giorno.

I cinque libri in sfida

Roberto Battiston – Energia (Raffaello Cortina) – L’energia non è un settore: è la struttura portante delle nostre economie e delle nostre paure. Battiston mostra come ogni decisione energetica – dal gas alle rinnovabili – sia anche una decisione geopolitica e sociale. In un’Europa che teme interruzioni, rincari e dipendenze strategiche, il libro diventa un manuale per capire cosa significa davvero “transizione”.

Nello Cristianini – Sovrumano (Il Mulino) – L’Intelligenza Artificiale non è più un tema da futurologi. Cristianini affronta la domanda che tutti evitano: cosa succede quando le macchine superano le nostre capacità? In un mondo in cui l’IA è già terreno di scontro tra potenze, il libro offre strumenti per chi deve prendere decisioni – manager, docenti, amministratori – senza cadere né nell’entusiasmo né nel panico.

Stefano Massarelli – La coda di Straub (Piano B) – La storia dell’oppio diventa la storia delle nostre fragilità. Massarelli ricostruisce un percorso che porta fino all’epidemia di fentanyl, un fenomeno che negli USA è emergenza nazionale e in Europa un rischio sottovalutato. Il libro parla di salute pubblica, ma anche di mercato, criminalità, comunicazione scientifica e politiche sociali.

Cinzia Pozzi – #Malati (Codice Edizioni) – Come cambia la malattia quando la viviamo online? Pozzi racconta forum, community, cancer bloggers, gruppi di auto-aiuto digitali. È un viaggio dentro un nuovo modo di essere pazienti, tra empowerment e vulnerabilità. Un tema cruciale per chi lavora nella sanità, nella comunicazione e nella gestione delle comunità digitali.

Alfio Quarteroni – L’intelligenza creata (Hoepli) – Quarteroni, tra i matematici più influenti al mondo, spiega l’AI senza slogan. Mostra come i modelli matematici stiano ridisegnando poteri, economie e professioni. In un’epoca in cui l’AI è anche una questione di sovranità tecnologica, il libro diventa una guida per capire dove si gioca davvero la partita.

Un laboratorio di cittadinanza scientifica

Scienza, scuola, università e società civile si incontrano. Il Premio Galileo seleziona da diciannove anni i migliori libri di divulgazione scientifica pubblicati in lingua italiana. Nelle scorse edizioni si sono succeduti come presidenti della Giuria Umberto Veronesi, Carlo Rubbia, Margherita Hack, Paolo Rossi, Mario Tozzi, Piergiorgio Odifreddi, Paco Lanciano, Nicoletta Maraschio, Vittorino Andreoli, Paolo Crepet, Dario Bressanini, Sandra Savaglio, Elena Cattaneo, Alberto Mantovani, Maria Chiara Carrozza,Daniela Mapelli,Telmo Pievani, Andrea Rinaldo e Francesca Matteucci. La Giuria scientifica dell’edizione 2026 è composta da: Fabiola Gianotti ad Amalia Ercoli Finzi, da Giovanni Caprara a Giuseppe Remuzzi – esperti negli ambiti della ricerca e della divulgazione italiana, affiancata dalla Giuria degli Studenti: 100 giovani che decretano il vincitore, trasformando il Premio in un esercizio di democrazia scientifica.

Con il Galileo Festival della Scienza e dell’Innovazione, Padova diventa per due giorni una capitale del pensiero critico. Un luogo dove la scienza non viene celebrata, ma interrogata.

Perché questo Premio serve oggi più di ieri

In un mondo attraversato da conflitti, crisi energetiche, rivoluzioni tecnologiche e nuove fragilità sociali, la cinquina dei finalisti per il Premio Galileo 2026 non offre risposte semplici, ma strumenti per non farsi travolgere.

È questo, oggi, il vero valore della divulgazione: non spiegare la scienza, ma spiegare il mondo attraverso la scienza.

I vincitori delle precedenti edizioni

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