Posteggi riservati, sale allattamento, esami flessibili, contributi economici e sportelli dedicati: l’ateneo lancia linee guida che riconoscono la cura come parte legittima della vita universitaria. Una risposta concreta alla denatalità, alla crisi dei caregiver e alle nuove fragilità degli studenti
In un’Italia che invecchia, dove la natalità è ai minimi storici e il carico di cura grava sempre più sulle famiglie, arriva un segnale forte dal mondo universitario. L’Università di Milano‑Bicocca ha presentato un programma di welfare che riconosce apertamente che gravidanza, genitorialità e caregiving non sono ostacoli al diritto allo studio, ma condizioni da sostenere con strumenti concreti.
Le nuove Linee guida per la conciliazione studio, genitorialità e caregiving definiscono un modello di università che non chiede agli studenti di “lasciare fuori” una parte della propria vita per essere considerati tali. Un cambio di paradigma che emerge chiaramente già nella premessa del documento, dove l’ateneo afferma che gravidanza, allattamento, responsabilità genitoriale e situazioni di affido o adozione possono incidere sul percorso formativo e vanno sostenute con misure adeguate .
Un welfare universitario che guarda alla vita reale
Il piano presentato dal rettore Marco Emilio Orlandi introduce una serie di interventi che toccano tutti gli aspetti della vita accademica:
- posteggi riservati per studentesse in gravidanza
- spazi per allattamento e cura dei bambini, uno per ogni area del campus, con poltrona, lavabo e fasciatoio
- priorità di accesso a mense, bar, segreterie e servizi di orientamento
- agevolazioni didattiche, esami flessibili e appelli straordinari per gravidanze a rischio
- ricevimenti anche da remoto e orari adattati alle esigenze di cura
- sospensione temporanea della carriera senza costi e contributi economici dedicati
- sportelli dedicati, come lo Sportello Genitorialità e Caregiving e la Sala Allattamento e Coccole
- servizi per bambini, dal nido al centro estivo, fino all’accoglienza flessibile “Vengo anch’io”
- counselling ostetrico presso il presidio sanitario dell’ateneo
Un pacchetto di misure che, nelle parole della prorettrice alle Pari opportunità Sveva Magaraggia, afferma un principio culturale forte: “la cura ha cittadinanza nello spazio pubblico” .
Perché questo piano arriva in un momento cruciale
Il welfare universitario non è più un tema marginale. Oggi in Italia:
- la natalità è scesa a 1,20 figli per donna (Istat 2025)
- oltre 7 milioni di persone svolgono attività di caregiving familiare
- gli studenti lavoratori e caregiver sono in aumento costante
- la povertà studentesca e il disagio psicologico sono cresciuti dopo la pandemia
In questo scenario, l’università non può più limitarsi a erogare didattica: deve diventare un luogo che riconosce la complessità delle vite degli studenti.
È ciò che sottolinea anche il rettore Orlandi, ricordando che il compito di un ateneo pubblico è “rimuovere le barriere economiche, logistiche o personali che ostacolano il percorso universitario” .
Un modello che parla al futuro
Le Linee guida arrivano alla vigilia del 28° compleanno dell’ateneo, celebrato con una giornata dedicata alla “scienza che verrà” e alle visioni dei giovani ricercatori, seguita da momenti musicali con Arisa e Paolo Jannacci.
Un simbolo: mentre si parla di futuro, l’università sceglie di investire su chi quel futuro lo costruisce tra studio, lavoro, figli, genitori anziani da assistere, fragilità personali
Sostenere studenti genitori e caregiver significa:
- ridurre l’abbandono universitario
- aumentare il numero di laureati (oggi tra i più bassi d’Europa)
- contrastare la denatalità
- favorire l’accesso delle donne ai percorsi STEM
- riconoscere il valore sociale del lavoro di cura
In un Paese che chiede ai giovani di formarsi, innovare e restare, ma che spesso non li sostiene, il modello Bicocca rappresenta un cambio di passo.
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